Riforma delle pensioni

Riforma delle pensioni e nuovi assegni di povertà
Riforma delle pensioni e nuovi assegni di povertà

linedividerAlcuni miei conoscenti che sono andati in pensione pochi anni fa, dopo aver lavorato 40 anni nel settore pubblico, hanno percepito una pensione uguale al 100% della retribuzione media degli ultimi 5 anni, risultato, ora guadagnano più del sottoscritto che sta ancora lavorando. Se fossero stati nel settore privato avrebbero preso l’80% dello stipendio medio degli ultimi 5 anni, o solo il 70% se fossero andati in pensione dopo il fatidico traguardo dei 35 anni. Sì, avete capito bene, uno iniziava a lavorare a 15 anni e a 50 era già in pensione, nel peggiore dei casi, perché per molti altri lavoratori, poteva andare ancora anche meglio, bastava prestare il proprio servizio nello stato, ed il gioco era fatto. Da quando è entrata in vigore la riforma delle pensioni denominata con il nome del ministro dell’epoca, che non cito perché oggi mi sono già scaricato, i nuovi lavoratori dopo 42, 43 o 45 anni di servizio prenderanno una cifra proporzionata ai contributi effettivamente versati, e dunque per capirci meglio intorno al 50 % della loro ultima paga, se tutto va bene, infatti devono essere messi in conto anche probabili periodi di disoccupazione, di part-time e di prestazioni varie a progetto, che non maturano contributi in nessun modo, in più va considerato l’aspetto dell’entrata posticipata nel lurido mondo del lavoro, proprio perché quelli che sono già occupati devono continuare a lavorare fino ad un’età più avanzata, non consentendo quindi un ricambio ed un turn over generazionale adeguato. Ecco perché questa stronzata legislativa, che calcola la pensione con il metodo contributivo e non più retributivo come in passato, ovviamente degna della peggior classe politica che possa esprimere una nazione, è profondamente iniqua, ingiusta, illogica e antieconomica, per non dire pericolosamente criminale. Se vi erano dei problemi di bilancio bastava infatti applicare una tassa progressiva e proporzionale, al fine di raggiungere una più uniforme distribuzione delle risorse e quindi aumentare la propensione al consumo della collettività, su tutti i redditi da pensione in essere, relativi a prestazioni relative al passato, al presente e un domani al futuro, in quanto non si capisce perché a distanza di pochi anni, i nuovi schiavi di questa società del cazzo debbano lavorare molto di più, percependo alla fine molto di meno rispetto a chi li ha preceduti anche soltanto di pochi lustri. (Da sapere che un lustro è un periodo di tempo equivalente a 5 anni).

Riforma delle pensioni e mense dei poveri per i nuovi lavoratori
Riforma delle pensioni e mense dei poveri per i nuovi lavoratori

I diritti acquisiti sono una fesseria, una truce sperequazione per favorire dei cittadini e buttarne altri in una condizione di estrema povertà. Da considerare inoltre gli effetti negativi che questa puttanata legislativa ha sull’occupazione giovanile, destinata ovviamente a non aumentare e a creare i presupposti per incrementare sempre nuove classi di poveri, sia al momento attuale, sia ovviamente quando questi baldi rincoglioniti saranno diventati degli anziani. Così mentre i vecchi pensionati se la godono, relativamente parlando in base anche al tipo di professione che avevano svolto, gli attuali lavoratori devono affrontare una moltitudine di disagi, causati anche dalla congiuntura economica negativa, con in più l’incubo di un futuro di merda che li attende inesorabilmente al varco della vecchiaia. Ma quasi nessuno si ribella, e gli omicidi addirittura diminuiscono, segno evidente che il governo dell’imbecillità sulla stupida massa di pecore che popola il nostro bel paese di merda ha sempre una certo fascino e gode purtroppo anche di un vasto consenso! Orbene, senza inoltrarmi nello specifico e in analisi tecniche che ognuno può facilmente recuperare in svariati siti del web, io qui mi limiterò a dare soltanto un banale consiglio, svegliatevi, e agite di conseguenza, o perlomeno iniziate a prepararvi ad un futuro di estrema indigenza, io da parte mia ho già messo in conto di dover andare a fare l’ultima cena alla Caritas, o in qualche altro ostello assistenziale del comune, se mai esisteranno ancora o se magari ne verranno creati di nuovi, già, con il Kalashnicov però! Eh, sì, visto che le statistiche dicono che la vita media si è allungata e quindi si deve necessariamente lavorare di più, per l’umorista è un obbligo morale fare in modo che comunque questa realtà non venga rispettata e al contrario si proceda in senso inverso, accorciando, eliminando, distruggendo, il tutto sempre ovviamente per creare, nuove opportunità e nuove entrate, se non per tutti si intende, almeno per i becchini, che in fondo mi sono sempre stati simpatici, in quanto rappresentanti di quella morte che tutto livella e a tutto pone un rimedio definitivo, facendoci passare appunto a miglior vita.
P.S. Potrebbe anche essere che a causa del risentimento, dell’invidia e della rabbia causata dal conflitto generazionale innescato da una politica ottusa, demenziale, nazista e criminale, mi rechi a fare l’ultima cena in una struttura più adeguata, per esempio nel ristorante di un grande albergo o in un bel locale alla moda di una grande città, o magari in un resort estivo di villeggiatura sul mare, o di montagna se sceglierò l’inverno, o, last but not least, o se preferite, dulcis in fundo, magari in crociera, visto che per i pensionati nel periodo autunnale fanno degli ottimi sconti!

Carl William Brown

linedividerRiforma delle pensioni e nuovi assegni di povertà.
Alcune interpretazioni della Stupidità.
Pensioni, stipendi, casta, arte, cultura e giovani in Italia.
Alcuni suggerimenti per l’Attacco al Forte.
Realtà, cultura, informazione e morale (degli schiavi).
Il problema della stupidità.
Follia, guerra, potere e stupidità!
Guerra e pace, cornuti e stupidità!
Umana e Beata Inconsapevolezza.
Disobbedienza, protesta e ribellione.
Per una riforma della Giustizia.
Associazione per la ricerca e la lotta contro la stupidità.
Una modesta proposta per la riforma dello stato.
La stupidità contemporanea.

linedivider

Related Posts