La vera identità di Shake-speare

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Albert Einstein

Come sostiene il Prof. Calimani Dario, docente ordinario di Letteratura inglese nel Dipartimento di Filosofia e Beni culturali dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, che ha scritto William Shakespeare, I sonetti della menzogna (Carocci 2009), c’è una lunga controversia sull’attribuzione delle opere di Shakespeare, esiste addirittura una “coalizione sulla paternità delle opere di Shakespeare”.

Il dibattito sull’identità di Shakespeare si è vivacizzato negli ultimi decenni, ma è antico. A nutrire il sospetto che dietro il nome dell’attore di Stratford si nascondesse un autore diverso, magari un nobile, sono stati in molti. Per citare solo qualche nome famoso: Walt Whitman, Mark Twain, Charles Dickens, Henry James, Sigmund Freud, Vladimir Nabokov, Charlie Chaplin, Orson Welles, John Gielgud, Michael York, Kenneth Branagh. Recentemente poi si è costituita un’associazione, The Shakespeare Authorship Coalition (SAC), che ha redatto una “Declaration of Reasonable Doubt about the Identity of William Shakespeare” (Dichiarazione di ragionevole dubbio sull’identità di William Shakespeare) e pubblicato pure un libro, Shakespeare Beyond Doubt? http://www.doubtaboutwill.org/declaration

Il dubbio c’è per una infinità di motivi, tutti collegabili al fatto che di Shakespeare si sa pochissimo. E quel pochissimo non riguarda affatto la sua attività di drammaturgo. Come dire che di Shakespeare non si sa proprio nulla. Sappiamo che era figlio di un commerciante di guanti che a tempo perso prestava denaro a usura, conosciamo i nomi dei figli e altri dettagli della storia familiare, sappiamo di transazioni commerciali e di atti notarili, abbiamo sei firme traballanti di uno Shakespeare ipoteticamente “vecchio” (o forse semianalfabeta), tutte apposte a documenti che nulla hanno a che fare con la letteratura. E abbiamo un testamento lungo e dettagliato che non menziona un solo libro (lui che ha letto la Bibbia, i Chronicles di Holinshed, Le vite di Plutarco, le Metamorfosi di Ovidio (in inglese e in latino), e Chaucer, e Montaigne, e un’infinità di altri libri); né sono menzionati personaggi collegati alla sua attività letteraria. Sulla vita e sull’attività di Shakespeare c’è solo un silenzio pauroso, e i dubbi sono allora molti e tormentosi. Le molte biografie di Shakespeare, anche di studiosi eminenti, che credono nell’esistenza dell’Autore di Stratford sono costruite tutte su illazioni, deduzioni necessarie, ipotesi indimostrabili e mai dimostrate.

Il grande dibattito sull’attribuzione delle opere di Shakespeare consiste nella controversia, iniziata nel diciottesimo secolo, sul fatto che le opere attribuite a William Shakespeare di Stratford-on-Avon siano state scritte da un altro autore o da un gruppo di letterati. Sono stati proposti numerosi candidati, tra cui Francis Bacon, Christopher Marlowe, Robert Devereux, William Stanley, Edward de Vere, John Florio e altri ancora.

Il dibattito sorse in origine perché per molto tempo mancarono dati biografici certi sul drammaturgo. Lo studioso inglese del Settecento George Steevens, in un passo molto citato, affermava che le uniche cose certe sul Bardo fossero il luogo di nascita e morte e poche altre informazioni anagrafiche. Nei secoli seguenti, tuttavia, sono emersi molti documenti legali e anagrafici che attestano, oltre ai dati sulla vita privata, l’attività di Shakespeare come attore, drammaturgo e impresario teatrale. A parte pochi anni prima del 1592 (i cosiddetti “anni perduti”), della sua vita ormai si sa più che di ogni altro drammaturgo dell’epoca…

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About Carl William Brown

I'm Carl William Brown a holistic teacher, a webmaster, a trader, and a writer of aphorisms and essays. I have written more than 9,000 original quotations and at present I'm also working at my only novel, Fort Attack, which is also a wide and open blog project. At the moment I'm teaching English in a secondary school, but up to now I have done a lot of other things as well, both in business, educational, sport and social fields. Some years ago, in 1997 following the examples of the Rotary or the Lyons Clubs I founded the Daimon Club Organization to promote every sort of activities, creativity, art, literature, new technologies, informatics, business and marketing, public health and education and to meet new friends with these kind of interests.
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