Carl William Brown

Carl William Brown
Carl William Brown

linedividerLa bêtise n’este pas mon fort. J’ai vu beaucoup d’individus; j’ai visité quelques nations; j’ai pris ma part d’entreprises diverses sans les aimer; j’ai mange Presque tous les jours; j’ai touché à des femmes. Je revois maintenant quelques centaines de visages, deux ou trios grandes spectacles, et peut-être la substance de vingt livres. Je n’ai pas retenu le meilleur ni le pire de ces choses: est resté ce qui l’a pu.
Paul Valéry

A futuristic and surrealistic thinker, he is an artist who can enjoy both the deep sorrow of the real death in life and the feeble pleasure of an unreal life in death.
Carl William Brown

I was a bit mad. I became a Samurai during my teens, I stopped fighting with my body at forty, I started struggling with my mind at 14, perhaps when I was born. I have died several times, now I write to avenge my past and to remember the shaman, the witch doctor, and the lovers who have killed me, trying to be thankful and grateful to all my masters of arms and to all my ghostly friends.
Carl William Brown

I’m Carl William Brown, a holistic teacher, a webmaster, and a writer of aphorisms and essays. I have written more than 9,000 original quotations and at present I’m also working at my only novel, Fort Attack. At the moment I’m teaching english in a secondary school, but up to now I have done a lot of other things as well, both in business, educational, sport and social fields.
Carl William Brown

Carl William Brown near the Fort
Carl William Brown in front of the Fort

Some years ago, in 1997 following the examples of the Rotary or the Lyons Clubs I founded the Daimon Club Organization to promote every sort of activities, creativity, art, literature, new technologies, informatics, business and marketing, public health and education and to meet new friends with these kind of interests. Basically I’m a reformer, a philosophical hacker and a fighter against stupidity, violence, racism, ignorance, social disparities and the old laws of copyright.
Carl William Brown

In Italian

Carl William Brown, pseudonimo di Bruno M., nasce a Brescia nel Giugno del 1960; è figlio unico e dopo un’infanzia un po’ nevrotica (è sempre stato sin dall’inizio un po’ refrattario alla vita e alle sue assurdità), riesce a trovare un po’ di passione e di serenità nello studio, ma non nella religione e nelle pratiche triviali che le varie chiese coltivano, sfruttandola. Superati con qualche difficoltà di ambientamento gli anni più teneri e timorosi della sua infanzia, tra asili mancati e giornate sul Mella con il nonno, frequenta le scuole elementari a Fornaci, dove abita, le medie al Villaggio Sereno, e le superiori all’Itis, dove ottiene un diploma di perito meccanico con il massimo dei voti. La sua adolescenza viene vissuta un po’ da buon picaro, è un po’ inquieta, irrequieta, turbolenta, agitata, e a tratti maleducata, infine solo la disciplina di una palestra di arti marziali, sotto la guida di un mitico maestro formatosi nella Legione Straniera, dove si insegna l’Aikido Jai Do Jawara Do (Un interstile, molto complesso e affascinante, di quasi tutte le arti marziali conosciute) riesce un po’ a calmarlo. Nel giro di quattro anni raggiunge il livello di cintura nera I° dan e conclude così questo secondo ciclo esistenziale con ottimi risultati in tutti i settori, a parte quello sentimentale, infatti, questa è una lacuna che si trascinerà per tutta la vita e che gli farà più che mai capire, al di là dall’estetica (è del tutto normale, anche se non lo si può paragonare ad un Adone) di essere da sempre un predestinato, della sfiga ovviamente.

Dal 1982 in poi, assolto il servizio militare come sottoufficiale nell’8 Gruppo di Artiglieria Campale Semovente Pasubio a Banne, sopra Trieste, nel Friuli, inizia a frequentare l’università di lingue alla cattolica, per poi passare all’università di Bergamo, perché a Brescia non gli sembravano cattolici abbastanza.(Gli esseri umani, infatti, come diceva Swift, sono sufficientemente religiosi per odiarsi, ma non lo sono altrettanto per amarsi). Sempre con i genitori dalla periferia cittadina si trasferisce in centro e acquista finalmente la sua prima casa. Negli anni seguenti frequenta anche altre università, e alla fine ottiene la laurea in Lingue e Letterature Straniere, specializzazione in Inglese e Francese. Da dire anche che nel frattempo studia molte altre cose, impara un po’ di tedesco e di spagnolo, e fa vari lavori (Il principale dei quali è il Barman, mestieri che gli consentono di guadagnare bene, faticare abbastanza poco, e conoscere una marea di gente, cosa che gli tornerà estremamente utile in seguito, per i suoi studi sulla stupidità, ma che lo svierà anche diverse volte dalla retta via: forse anche questo era un signum della sua predestinazione, e del suo ruolo!) per mantenere le spese che aumentano proporzionalmente con l’aumentare della sua sfortuna sentimentale. A buon intenditore, poche parole, del resto essendo un ragazzo abbastanza attivo doveva pur in qualche modo soddisfare le proprie esigenze.

Dal 1990 al 1994 si dedica soprattutto alla ricerca; studia, legge moltissimo e traduce parecchio cercando al tempo stesso di avere molte esperienze nei più diversi settori, per assecondare in questo modo il suo spavaldo ed incosciente spirito di avventura. Dal 1992 poi, in seguito ad un colpo di sole, alla sua tesi di laurea sull’umorismo e alla notizia che la ragazza di cui si era infatuato nell’adolescenza era diventata una giornalista sportiva, inizia a scrivere aforismi (ne scriverà ben più di 8000 originali e ne raccoglierà più di 25.000 di altri autori, senza contare ovviamente tutti quelli che avrà letto) e saggi e purtroppo contemporaneamente non abbandona il suo stile di vita, ormai diventato abbastanza scapigliato. Sic!

Dal 1993 intraprende l’attività di insegnamento nelle scuole superiori, dove rimarrà precario per otto anni e dovrà insegnare svariate discipline; grazie alle sue diverse abilitazioni guadagnate nel tempo con un duro impegno e non poche ansie. A suo dire questi sono in pratica gli anni della sua rovina definitiva, anche se non ci tiene in questa sede a scendere nei particolari, diciamo piuttosto che in ogni caso diventa un’artista un po’ maledetto e di sovente si reca all’inferno per trovare le anime morte dei suoi predecessori, i quali gli affidano un compito, e lo istruiscono per diventare un medium.

Verso la fine del 1997 dopo aver letto moltissimi libri e averne scritti lui stesso una decina, tutti di aforismi o quasi, fonda il Daimon Club e via via tutti i siti ad esso correlati ed altre varie iniziative su internet, come ad esempio il Forum nazionale sulla Teoria della Letteratura, che gli rivela purtroppo il profondo disinteresse umano e la vasta ignoranza dei vari intellettuali di turno. Scrive i in questo periodo i principi sintetici della Daimonologia Applicata, il Manifesto del Nuovo Movimento Surrealista Umorista e Nichilista ed inizia al tempo stesso un’opera di divulgazione e di proselitismo su internet e sul territorio, senza peraltro trovare ampie adesioni. (Forse è un po’ troppo futurista, o forse troppo surrealista ed enigmatico, o forse ci sono in giro troppe persone superficiali, in genere pagani egoisti travestiti da cristiani, gente che ha fatto del denaro, della stupidità e dell’incomunicabilità la loro divina trinità). Nel frattempo invia anche ad alcune case editrici una lettera in cui propone la sua opera. Riceve poche e svogliate risposte, non riscontra l’interesse che si sarebbe aspettato, e decide di proseguire il suo lavoro da solo. Agli editori non scriverà più fino a quando non deciderà di inviare loro il proprio testamento.

Nei primi anni di attività del club pubblica alcuni scritti con ARPAnet, con la rivista Pcopen, e partecipa a diversi forum online, i quali a loro volta originano dei veri e propri libri, ma il grosso del lavoro lo compie per sviluppare il suo sito e per le scuole dove insegna e dove cerca di diffondere, oltre ai contenuti delle discipline, un certo approccio all’esistenza e alla grande rete. In questi periodi sviluppa anche alcuni siti internet con i ragazzi e con alcuni amici. Sempre in questi anni parecchi dei suoi aforismi vengono inseriti in diversi siti su Internet e anche in alcuni testi cartacei. Contemporaneamente però non gode di un’ottima salute (Si fa per dire) e attraversa periodi difficili, sempre da solo, infatti non ha ancora trovato l’anima gemella e mai la troverà, anche se ogni tanto qualche musa lo ispira. Probabilmente questa è anche la ragione della sua sublimazione etica ed artistica e l’impulso principale che lo costringe a diventare, oltre che un attento studioso del caso, e di tutte le sue ripercussioni, anche un fervido critico dell’attuale organizzazione sociale e delle sue necessità. Ad ogni buon conto, per chi fosse interessato questo è il suo annuncio matrimoniale: “Giovane artista scapigliato, amante dell’ossatura femminile, cerca ereditiera da spolpare, astenersi perditempo, disponibili anche amici, assicurasi la massima professionalità). Ora, spero che non vogliate prendere tutto sul serio e alla minima lettera, suvvia un po’ di elasticità! Nel 1998 frequenta un corso annuale post universitario in Didattica delle Lingue Straniere e continua a studiare anche per vari concorsi.

E così arriviamo alle soglie del 2000, anno in cui il nostro picaro viene richiamato per uno dei suoi più lunghi viaggi di aggiornamento all’inferno; qui gli dicono che deve fare presto, che non sanno quanto ancora potrà restare sulla sporca terra e che deve dare un’accelerata alle sue attività di divulgazione. Ritornato tra i mortali provvede subito al suo compito scrivendo sia il suo Testamento, sia Il Lascito del Daimon Club, nel caso che il tempo sia più ostile e nemico del previsto. Decide a questo punto di ampliare anche tutti i siti del Daimon Club e di regolarizzare l’associazione. Contemporaneamente si dedica sempre all’insegnamento e alla scrittura, ma annulla la vita scapigliata di un tempo, per forza e non per amore, (La strada del vizio conduce al palazzo delle virtù: ogni tanto però ne esco ancora). Nel frattempo trova tuttavia chi si prende cura di lui, anche se sinceramente avrebbe preferito che la cosa si fosse realizzata in un altro modo, in altri termini ed in un contesto un po’ più spensierato.

Nei primi mesi dell’anno di disgrazia 2001 d.C. (periodo in cui i poveri cristi non sembrano tuttavia diminuire, ma anzi aumentano) si dedica alla stesura di un altro libro Ars Longa Vita Brevis, aforismi sulla salute, la malattia, i medici e la morte, forse allo scopo di consolare le traversie dovute alle varie malattie dei membri della propria famiglia e di tutti quelli che soffrono in generale. Procede inoltre alla ristrutturazione e all’ampliamento di tutto il sito del Daimon Club, con la creazione di varie altre sezioni tra cui quella Umoristica, quella delle News, la Daimon Library, la Daimon Guide, la Daimon People, la sezione dedicata alla Magia e alla Filosofia Orientale e via dicendo e così il sito dell’associazione diventa un vero e proprio portale. Diventa un insegnante di ruolo e prepara la sua strategia di comunicazione finale nei confronti della società delle lettere, della cultura, delle università, dell’editoria e non solo. Invierà a tutti il proprio testamento ed i suoi lasciti. (Senza fretta però!) Starà poi al mondo del business e del banale accumulo decidere cosa farne. Continua intanto a lavorare e ad adempiere ai suoi compiti di medium, sempre rigorosamente da solo o con le frequentazioni di pochissime amicizie che lo consigliano secondo la propria genialità e la loro imbecillità, un po’ come faceva Karl Kraus. La situazione tuttavia gli pesa non poco e gli lascia intuire, come al solito, che in ogni caso doveva essere proprio un predestinato, uno che ha sopportato i dolori dell’esistenza cercando di tramutarli in arte ed ha vissuto l’arte cercando di tramutarla in esistenza.

Durante l’anno 2002 ha continuato ad insegnare e a scrivere. Pubblica un libretto su Shakespeare dal titolo Aforismi geniali di W. Shakespeare e amplia le attività del Daimon Club sia su Internet, sia sul territorio, mettendo in linea tra le altre cose la sua tesi di laurea su George Mikes e l’Umorismo. Allo stesso tempo approfondisce le sue riflessioni letterarie e filosofiche e nonostante sia sempre più sfiduciato non perde mai la volontà né l’intenzione di continuare nelle sue rocambolesche imprese, come si evince appunto dallo scritto che segue.

“Dopo alcuni anni di contatti con il mondo della cultura mi sono finalmente reso conto ed ho capito che tutti pensano solo a guadagnare e a coltivare il proprio orticello e, invece di collaborare a diffondere il sapere e le opere dell’ingegno altrui, pensano solo al proprio tornaconto e alla propria stupida vanità. E’ stato dunque a questo punto che ho deciso di allargare e di caricare di più compiti e più funzioni il lavoro dell’artista, che il più delle volte non riesce o non vuole comunicare con le sue azioni, ma preferisce far agire gli altri o al limite la sua opera, anche se ciò evidentemente non basta. In effetti sin dai tempi di Gorgia si sa bene che il nostro mondo è in preda all’incomunicabilità, anche se in esso vi è una ridondanza di informazioni, la maggior parte delle quali è inutile e magari anche nociva.

Certo oggigiorno nessuno più sembra dare alcuna importanza al lavoro dei poeti o degli scrittori in generale, mentre si da già più autorità al lavoro dei ricercatori scientifici, non rendendosi conto che la creatività viene in ogni caso favorita dall’unione delle due culture e che la società non può che guadagnarci da una visione olistica della realtà. Ed essendo chiaro che ogni intellettuale deve cercare, oltre che a guadagnarsi da vivere, anche di dare un senso civico, culturale e politico alla sua produzione che sarà ovviamente ispirata dalla sua visione del mondo, dai suoi principi morali e ideologici, io ho cercato, soprattutto in questi ultimi anni, di affiancare la mia attività letteraria alla mia professione di educatore ed ho unito a ciò, grazie alle mie molteplici esperienze esistenziali, anche il desiderio di creare qualcosa che potesse pragmaticamente operare in ambito culturale e coinvolgere gli altri. Per realizzare le mie aspirazioni ho lavorato per anni senza pensare al guadagno e alla fine è nato il Daimon Club, con la sua Daimonologia applicata ed i suoi progetti (Daimon Projects), la sua International Daimons Directory e tutte le altre numerose iniziative, risultanti concrete delle mie aspirazioni letterarie e dei miei pensieri.

Diffondendo così le mie teorie all’interno di una nuova metodologia che si esprime appunto attraverso i principi della Daimonologia applicata, e lanciando le mie critiche contro il peggiore di tutti i mali, vale a dire l’ignoranza, attraverso la mia opera sono arrivato dopo numerosi anni di studio, di ricerca e di tribolazione ad una nuova meta che non deve essere considerata altro che un nuovo punto di partenza per tutti gli operatori culturali in senso lato. In ogni caso le cose non sono così semplici e visto che devo fare quasi tutto da solo, (il mondo della cultura, dell’educazione, dell’imprenditoria e dell’arte sembra infatti non accorgersi della mia opera e dei miei sforzi), ho cercato di fare in modo che almeno il sito del Daimon Club riesca ad ottenere dei buoni risultati e così grazie ad alcune trovate abbastanza geniali (Vedi il sito dedicato alla Madonna Rosa Mistica di Montichiari) e ad altre operazioni letterarie nonché di marketing sono riuscito a raggiungere ben più di 600 visitatori unici al giorno e decine di migliaia di pagine viste nell’arco di ogni mese. Ma il bello dovrà ancora venire! Fate dunque attenzione, stupidi adulatori, banali scribacchini, avidi politici ed insulsi faccendieri !!! Del resto con il passare degli anni ci si rende conto che non si può più perdere tempo invano e diventa sempre più obbligatorio cercare di non sbagliare, soprattutto quando si lavora per la gloria e per lasciare delle utili tracce ai posteri e non solamente per la propria stupida ed insulsa avidità, che ci renderà del tutto inesistenti, ancora prima di aver lasciato questo sempre più lurido pianeta!!”.

Si arriva così al Luglio del 2004, anno in cui le forze di Carl William Brown vengono dedicate ad organizzare un concerto di beneficenza in favore della ricerca scientifica sull’Aids e a ricercare nuovi sponsors e nuovi collaboratori per il Daimon Club, ma non solo ovviamente. Da queste esperienze andate purtroppo male nasce un ulteriore grido metaforico di protesta che si concretizza nella realizzazione di una nuova campagna pubblicitaria per la promozione delle sue idee; è così dunque che vede la luce il sito ed il dominio www.fottetevi.com (Non è un sito Porno!) e la sua versione inglese www.fuckyu.net (Per un mondo migliore!), realtà ovviamente ancora in fase di costruzione e di evoluzione. Visto dunque la grande indifferenza della gente e delle autorità nei confronti di questi gravi problemi Carl William Brown decide di ampliare la sua divulgazione su Internet e costituisce perciò numerosi blogs che saranno destinati a contenere i suoi aforismi e le imprese del Daimon Club. Al tempo stesso si prepara per aggiungere materiale al sito umoristico e alla library del Daimon Club. Disgustato al tempo stesso dalla stupida vanità e dall’assurda mancanza di empatia di tanti loschi individui contemporanei, e perseguitato da una fastidiosissima rinite cronica si sta preparando a mettere in linea la sua raccolta di aforismi umoristici, il suo libro di Aforismi sulla salute, la malattia, i medici e la morte, e si sta via via convincendo che è anche arrivato il momento di aggiungere altri aforismi alla sua raccolta online e last but not least di tradurre i principi sintetici ed enigmatici della Daimonologia in inglese e anche una buona parte della sua opera. A queste attività e naturalmente all’insegnamento saranno dedicati i prossimi anni della sua vita.

Durante gli ultimi anni Carl William Brown, oltre a dedicarsi come sempre all’insegnamento di materie tecnologiche nelle scuole superiori della sua città, si è dedicato soprattutto allo sviluppo del sito del Daimon Club. Ha ampliato la sezione No-profit, con numerosi articoli sulla beneficenza, le charities americane e tutti i progetti del Daimon Club, quella degli Sponsors, scrivendo anche diversi aforismi sul Marketing e la Nuova Economia, e ha continuato ad inserire autori nella Daimon Library, tra questi appunto Alfredo Bianco, Marino Ruzzenenti, George Soros, Noam Chomsky, Arundhati Roy, Silvano Agosti e altri. Ha ampliato il Daimon Art aggiungendo varie fotografie di mostre, e inserendo i videoclips delle feste organizzate dal Daimon Club e naturalmente quelli delle sue interviste in Tv. Sempre a livello informatico ha continuato a curare i siti di altri autori ed artisti e ha sviluppato i servizi del Daimon Club. Negli ultimi periodi si è interessato parecchio di questioni energetiche, ambientali ed ecologiche e ha realizzato il Daimon Green Energy, sito di ecologia sociale e filosofia ambientale in cui ha dato notevole spazio e voce ai numerosi documenti dei vari Comitati Ambientalisti della Città di Brescia e Provincia e dove ha inserito moltissimo materiale che riguarda le fonti alternative di energia, l’inquinamento, il risparmio energetico e via dicendo, con l’intento di aiutare ad aumentare la responsabilità di tutti in materia di ambiente, anche perché la terra è una sola, e alla fine si stancherà dei nostri soprusi.

Dopo alcune vacanze estive a Viareggio e in Versilia gli viene l’idea di sviluppare un romanzo di idee e di avventure in cui attaccare tutte le roccaforti del potere e della stupidità, nasce così l’Attacco al Forte www.attaccoalforte.it , un testo di strategia umanistica e scientifica volto alla ricerca di una squadra di personaggi eccezionali, ma non dei super eroi, in grado appunto di attaccare il forte. E’ da questa idea che partirà l’impulso per un ulteriore approfondimento delle sue conoscenze scientifiche, logiche, umanistiche e critiche in senso lato, al fine di poter ampliare i principi della Daimonologia Applicata con un corpus logico tale da poter consigliare e guidare attraverso l’etica della conoscenza e dell’educazione tutti i possibili aspiranti eroi che vorranno in un modo o nell’altro cercare di migliorare la propria esistenza e contemporaneamente il mondo stesso. Sempre in questo periodo per divertirsi e per cercare di prevenire un po’ le mosse del futuro, oltre alle molteplici letture sul passato e sui temi di più aggiornata attualità, si affida agli antichi testi di saggezza orientale, tra i quali il mitico libro dei mutamenti, il libro degli stratagemmi, e al codice del Samurai (tanto per citarne solo alcuni) e alla sua Daimonologia, poi, tanto per sgranchirsi un po’ anche il fisico fa anche un minimo di attività fisica; in ogni caso la maggior parte del suo tempo è dedicata all’informatica, allo studio, alla finanza, alla filosofia, alla ricerca di collaboratori, eredi o sponsor e da buon seguace di Montaigne, alla meditazione sulla morte, che lo renderà infine libero.

Verso la fine del 2006, grazie alla inconsapevole e miracolosa intercessione di una giovane e più o meno interessata musa, incontra, alla fiera della piccola editoria di Chiari, l’editore, scrittore e poeta Çlirim Muça, ed in seguito fa la conoscenza di altri autori della stessa casa editrice, e rimane soprattutto colpito dall’eclettismo e dalla spietata filosofia artistica e nichilistica di Andros, decide così di accettare la proposta dei nuovi compagni di avventura e con Albalibri nel dicembre del 2006 pubblica Aforismi contro il Potere e la Stupidità, un libretto tratto dai suoi primi 1300 aforismi. Con l’inizio del nuovo anno, e sempre più convinto che l’essere non è solo ciò che appare, ma anche ciò che prova si dedica alla gestione del sito del Daimon Club e alle riflessioni su quelle che saranno le sue prossime mosse e le sue strategie per un deciso e consistente Attacco al Forte. Gli rimane comunque il rammarico di non aver ancora potuto smentire di persona la famosa citazione di George Orwell che recita appunto: “La donna è rivoluzionaria dalla cintola in giù”; forse anche perché come dice Andros appunto, la donna non ha bisogno della provocatorietà e della funzione rinnovatrice dell’arte perché sa di poter creare anche senza fantasia, di poter dare forma senza plasmare; e questo è ciò che la rende forte di una banale debolezza che l’ha segnata per millenni; infatti, aggiungo io, deve dedicare tutte le proprie migliori energie alla ricerca e alla salvaguardia di un potenziale partner giusto, che poi, per ironia della sorte, in molti casi magari si rivela per di più anche sbagliato. Questo falso enigma, insieme al mistero dell’amore, pone il nostro eroe in un drammatico dilemma che attualmente non gli consente di decidere se raccontare il genere femminile nel modo che al momento gli appare realmente ai propri occhi, o se investirlo, tramite la volontà e la fantasia, di una funzione magica e irreale che potrebbe dare alla nostra umanità un’ulteriore spinta verso il serio miglioramento della specie. Inutile dire che per l’Attacco al Forte questa è una presa di posizione abbastanza fondamentale.

P.S. Per ulteriori informazioni sulla vita, l’ opera e le gesta del nostro avventuriero si può leggere inoltre il suo testamento, i suoi lasciti e tutto il materiale presente nel suo sito all’interno del <a title=”Daimon Club Organization” href=”http://www.daimon.org”>Daimon Club</a>, oltre ovviamente le <a title=”Daimon Club Last News” href=”http://www.daimon.org/news/concerti.htm”>varie news</a> sempre all’interno del sito dell’associazione.

Descrizione fisica Likes and Dislikes

Ora tanto per dare alcuni dettagli in più sulla sua personalità ed il suo carattere diamo di seguito una breve descrizione di Carl William Brown, il vendicatore letterario.

Partiamo con le cose che gli piacciono, vale a dire: il mare, ma ultimamente amerebbe anche andare un po’ in montagna, e poi leggere, scrivere, studiare, e ancora l’informatica, la musica, di tutto un po’, con preferenza per le voci femminili, abbastanza forti, ma dolci, soavi e melodiose, internet, la comunicazione, la solidarietà, la gloria. Ama vestire sia casual, sia in modo classico, è abbastanza pratico. E’ miope, ed era abbastanza atletico, ora si difende, in pratica barcolla, ma non molla. Amerebbe di più anche viaggiare, se avesse più tempo e più denaro. Per quanto riguarda l’alimentazione ora è un salutista e mangia un po’ di tutto, in passato ha esagerato un po’, in tutti i sensi, in tutti i settori. Per quanto riguarda le donne, preferisce quelle simpatiche e aperte, espansive e dolci, non troppo alte di statura e dal fisico minuto, con una buona cultura e tanta passione per l’essere umano, gli animali e la natura in generale.

Proseguiamo con le cose che non gli vanno molto a genio, vale a dire: l’arroganza, l’avidità, l’egoismo, la stupidità, l’ignoranza, la superficialità, la falsità, la sete di potere e di denaro, l’ostentazione, la superbia, la gola, la lussuria, l’avarizia e via dicendo.
Non ama molto muoversi, né andare a teatro, né al cinema, né tanto meno al ristorante. E’ piuttosto permaloso, ed ha un ego piuttosto esagerato, questo non gli piace molto, per lui è un difetto, ma del resto, è anche abbastanza umile e riservato, sa mentire quanto basta, non sa cantare, ma sul palcoscenico della vita è piuttosto ironico e se la prende con umorismo e fluidità orientale. Non ama molto le convenzioni, né le regole, ne l’autorità, anche se non è un terrorista, diciamo invece che è un teorico dell’anarchia, della responsabilità, della logica, e dell’educazione permanente.

Per ora il tutto può bastare. See you soon!!!!!

Carl William Brown Il Vendicatore Letterario

http://www.daimon.org/cwb/autore.htm

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