Aforismi per il giardino!

Aforismi per il giardino. Il faut cultiver notre jardin! Quotations for the gardeners!

Non tutti nascono stronzi, ma in un mondo di merda la gente impara in fretta. Carl William Brown

Non tutti nascono stronzi, ma in un mondo di merda ci si deve adeguare in fretta. Carl William Brown

Siamo nella merda fino al collo. Beh, di cosa ti lamenti, in fin dei conti è un ottimo fertilizzante. Carl William Brown

All’erta, all’erta, siamo nella merta! Carl William Brown

Metaforicamente parlando se uno pensa di essere nella merda è perché probabilmente a ragion veduta si ritiene uno stronzo. Carl William Brown

Mi hanno insegnato a non fidarmi mai di un bel visino, ma allora cosa dovrei fare quando incontro una faccia di merda? Carl William Brown

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Divinità, Madonne, Eroi, Atei e Letterati!

L’Eroe non è altro che un figlio nato dall’unione di un dio o una dea con un essere umano, è un geniale essere intermedio a metà fra gli dei e gli uomini destinato ad intervenire nel mondo con imprese eccezionali. L’eroe sa lottare con estremo coraggio e generosità, e per una ragione o un ideale ritenuti validi e giusti arriva persino al sacrificio di se stesso perché è consapevole che le sue gesta dovranno continuare ad alimentare il mito, il racconto, la narrazione.

L’origine di questa storia risale ad alcuni anni fa, ma forse faremmo meglio a dire che inizia agli albori del cristianesimo e magari anche un bel po’ prima.
Comunque siamo nel 1992 quando una strana donna contatta un personaggio ancora più strano. I due non si conoscono ed il motivo del loro incontro è una consulenza linguistica che la signora richiede al giovane studioso di cui non conosce nemmeno il nome.
Il tutto si risolve in una settimana e da origine ad alcune traduzioni in varie lingue di un piccolo libricino di preghiere che riguardano una povera veggente di campagna a cui è apparsa a più riprese la madonna.
Il nostro ateo traduttore fa così la conoscenza indiretta della signora Pierina Gilli, della Madonna Rosa Mistica e di un luogo ad una ventina di chilometri da casa sua, le Fontanelle di Montichiari.
Passano otto anni e in un temperato giorno di luglio il nostro eroe finalmente si ritrova con la madre nella suggestiva località che inspiegabilmente lo colpisce così a fondo da fargli avere persino un colloquio con la stessa Beata Vergine Maria, la quale tuttavia non proferisce nemmeno parola. La cosa potrà sembrare assurda a tutti, ma non al nostro strano e surreale letterato che nel frattempo è rinato più di una volta e ora si fa chiamare Carl William Brown, ovvero il fondatore del Daimon Club!
Il testo della comunicazione è breve, deciso, laconico, sintetico, suggestivo. Il ricevente non ode altro che queste parole: “Caro amico, tu sei ateo, ma sei più religioso di un mistico ed è per questo che voglio che tu critichi il potere della stupidità del mondo. Io sono la madre dell’umanità, la quale diviene sempre più assurda ed egoista e si dimentica sempre più spesso di applicare il messaggio cristiano. Ora io voglio che tu comunichi il mio verbo ed in compenso io ti aiuterò nella tua battaglia contro il potere e l’autorità della banalità. Le nostre voci si leveranno alte nel cielo, nel mito, nel racconto, nella gioia e nella sofferenza. La religione non è altro che letteratura e la vita non è altro che arte, tutti devono poter comunicare, tutti devono poter conoscere senza alcuna intolleranza di sorta e visto che tu hai sempre studiato e letto le sacre opere, devi avere il diritto, anche se non credi, di poter dire la tua. Divulga perciò le mie parole e saranno stupidi, egoisti ed intolleranti gli altri se non divulgheranno le tue…”
A dir poco folgorato dalla geniale intuizione il nostro eroe si senti investito di una secolare missione e colto da una strana e pacata eccitazione, dopo aver visitato per bene il suggestivo luogo se ne andò via quasi compiaciuto.
La suggestiva storia per il momento finisce qui, anche perché i suoi protagonisti non vogliono andare oltre. I loro cammini sono divisi, le loro avventure sempre più strane, ma rimangono varie cose che li accomunano, e sono il mito, il racconto, il mistero, le visioni, la sofferenza, il dolore, la meditazione, la riflessione, la pace, la lotta ed il desiderio per una vita più felice. In questo i nostri attori non sono poi così diversi e per questo il nostro eroe si appresta a rendere il suo più completo, devoto e sincero omaggio alla Madonna Rosa Mistica delle Fontanelle e alla sua cara veggente Pierina Gilli di Montichiari.

Carl William Brown

http://www.daimon.org/rosamistica/index1.htm

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Il Testamento di Carl William Brown

Ci gît et dort en ce solier qu’amour occit de son raillon, un pauvre petit écolier qui fut nommé Francois Villon oncques de terre n’eut sillon. Il donna tout, chacun le sait : tables, trétaux, pain, corbillon. Galants, dites en ce verset….Freres humains qui après nous vivez, N’ayez les cœurs contre nous endurcis, Car, se pitié de nous pauvres avez, Dieu en aura plus tôt de vous mercis.
François Villon

D’ora in poi voglio immaginarmi la morte come una tenera e affettuosa mamma che con estremo amore, stringendomi sorridente al suo seno per tutta l’eternità, invece di darmi la vita me la toglierà.
Carl William Brown

Forse l’uomo mostra nel modo più evidente quale sia il suo senso dell’umorismo quando l’ultima, più dolorosa realtà, ovvero la morte, si insinua nella sua coscienza.
G. Kranz

La morte non è male; perché libera l’uomo da tutti i mali, e insieme coi beni gli toglie i desideri. La vecchiezza è male sommo: perché priva l’uomo di tutti i piaceri, lasciandogliene gli appetiti; e porta seco tutti i dolori. Nondimeno gli uomini temono la morte, e desiderano la vecchiezza.
Giacomo Leopardi

Volendo fare uno scherzo di cattivo gusto al concetto stesso di esistenza, burlandosi della morte, si tolse la vita.
Carl William Brown

Compagni minatori io ve lo dico qui, questo mio canto è vano se voi non avete ragione. Se l’uomo ha da morire prima di avere il suo bene, bisogna che i poeti siano i primi a morire.
Paul Éluard

Non perdo mai occasione d’imparare a morire.
V. Alfieri

Insomma, lasciare nel mio testamento un vadecum che duri nel tempo e che si rivolga contro la banalità di tutte le divinità e lasci in eredità a tutti il mio anelito e i miei progetti di libertà.
Carl William Brown

http://www.daimon.org/cwb/testamento.htm

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Una Cavalla Golosa.

Nell’Olimpo Zeus trasporta le sue folgori con Pegaso, il cavallo alato; Alessandro Magno cavalca il suo imponente Bucefalo; Orlando il suo Brigliadoro; Atlante, Ruggiero e Astolfo si servono dell’Ippogrifo; Rinaldo ha il suo Baiardo; Astolfo viaggia con il suo cavallo Rabicano, animale senza peso; Zorro  impenna il suo Tornado e anche la Grecia non si è fatta mancare il suo famoso cavallo di Troia; ma pure Don Chisciotte ha il suo Ronzinante.

Così quando Daimon finalmente chiede a Carl William Brown se per caso anche lui non avesse voluto un portentoso equino, la risposta non si fece attendere a lungo e il nostro legionario, con il suo solito stile divertitamente pensieroso e beffardo, solennemente  esclamò – per me magari andrebbe bene anche una “cavalla” e se possibile la vorrei per di più “golosa”. Daimon fece un sorrisetto e non mancò di rassicurare il nostro magico sognatore – vedremo, vedremo!-

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Il Capo

Quando fu creato il corpo umano, tutti gli organi presentarono domanda per venirne a capo. Disse il cervello: “Io sono l’intelligenza e trasmetto gli ordini a tutto il corpo e quindi e’ giusto che io sia il capo”. Il cuore disse ” Io faccio circolare il sangue, sono l’organo piu’ importante, e quindi devo essere io il capo”. Lo stomaco disse: “Io trasformo in energia tutti i cibi e quindi e’ giusto che sia io il capo”. Le gambe dissero: “Noi sfruttiamo l’energia prodotta dallo stomaco e facciamo muovere il corpo e quindi e’ giusto che siamo noi il capo”. E cosi’ via, tutti gli organi proposero la loro idea, piu’ o meno valida. Ma quando tocco’ al Buco del C..o tutti scoppiarono in una grande risata. Il Buco del C..o, indispettito, si mise in sciopero e non fece piu’ lo stronzo. In poco tempo tutto il corpo stette male; il cervello divenne febbricitante, lo stomaco aveva i crampi e le gambe non si muovevano piu’. Cosi’, prima di giungere alla morte, tutti gli organi di comune accordo, decisero che il Buco del C..o doveva essere il capo e lui ricomincio’ a fare lo stronzo.

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