Aristotele ai tempi di Facebook

Dear friends, there are no friends.

Dear friends, there are no friends.

linedividerCari amici, non ci sono amici. Aristotele ai tempi di Facebook

Nei lunghi anni di attività su Facebook mi è capitato di cercare di aggiungere tra i cosiddetti “amici” persone che avevo conosciuto in un periodo molto remoto della mia esistenza, nella mia città natale, in vari locali o all’università, ma che probabilmente dato l’età non sapevano più neanche bene chi fossi, o forse in realtà chi fossero loro stessi.
In questi casi e forse anche a causa della mia fama di intellettuale un po’ scomodo, non sono riuscito a stabilire la benché minima relazione, e così non mi resta che consolarmi con tutte le altre mie conoscenze nei quattro angoli del pianeta. Ma facciamo alcuni esempi per rendere meglio l’idea al volentoroso lettore, e non solo.
Un cattolico fervente con figli, abbastanza benestante che dopo aver venduto pentole in giro per l’Europa ha gestito e fondato varie scuole private. Troppo religioso, borghese e impegnato nel recupero di gente svogliata e non del tutto capace per degnarsi di leggere o seguire le mie peripezie. Sono stato sintetico perché penso che il personaggio non possa meritare più di tre righe.
Una giornalista sportiva, che ormai ad una certa età nel suo blog si occupa solo di ricette, un po’ di moda e spende il suo tempo visitando qualche mostra qua e là, o facendo alcuni viaggetti. Troppo perbene e troppo inquinata dal clima milanese per pensare anche solo minimamente di mettere in discussione le sue stereotipate sinapsi.
Un operaio montatore, probabilmente non solo di macchinari, ligio al dovere e al servizio, che nel corso di una lunga carriera lavorativa passata in parte anche all’estero è riuscito probabilmente a raggiungere una certa agiatezza. Ora gioca a golf nella provincia, fuma sigari cubani, beve qualche bottiglia di Dom Perignon, compra le solite auto usate abbastanza lussuose, ma tenute bene, anzi penso che l’ultima fosse persino a chilometri zero, e naturalmente non si sogna nemmeno lontanamente di leggere qualcosa che vada oltre la visiera del suo cappellino estivo.
Un grafico abbastanza giovane, con qualche connessione parentale, troppo impegnato con la sua musica, i suoi gadgets, e le sue manie di grandezza per cercare anche solo in parte di dedicare un po’ del suo tempo alla lettura o alla riflessione di qualsiasi cosa che abbia un minimo di spessore culturale e si ponga in maniera critica nei confronti dell’imprenditoria, della politica, e più in generale dell’esistenza stessa.
Un impiegato di banca senza diploma, carriera modesta ma sobria, che avendo trascorso con il sottoscritto il periodo militare ha quasi la mia stessa età, e che per di più essendo il figlio della sorella di mio padre, gente ormai tutta morta, nonni compresi ovviamente, pensa che sia decisamente troppo tardi per imparare un po’ di inglese e seguire quindi il sottoscritto. Da notare che nelle mie pagine su Facebook io mi occupo anche di trading, ma del resto è risaputo che chi lavora negli istituti di credito di trading per fortuna non ne sa molto, anche perché quei pochi che si vantano di essere dei professionisti alla fine sono proprio quelli che vi possono mandare in rovina.
Per il momento mi fermo qui, anche perché molta gente che più o meno ha la mia età non ha mai familiarizzato più di tanto con i computers, con Internet e tanto meno con i social networks, ma penso che la lista potrebbe anche essere leggermente allungata, se passassimo ad analizzare tutte quelle persone troppo assorte nelle loro assurde attività per potersi dedicare con un po’ più di impegno e di serietà al mondo delle idee e delle pubbliche relazioni culturali, e qui ci inserirei anche alcuni dei miei ex-studenti, i quali probabilmente devono invecchiare ancora un po’, per diventare così deficienti come i loro predecessori.
In ogni caso e per terminare questa breve riflessione devo citare Terenzio che soleva dire: “Homo sum, humani nihil a me alienum puto”, in pratica sono un essere umano, e quindi non ritengo a me estraneo nulla di umano, oddio, umano per certe persone e per la specie a cui appartengono in genere è una parola grossa, ma in fin dei conti io più che razzista sono un umorista e poiché sono anche uno studioso della stupidità e di tutte le sue più strabilianti manifestazioni, devo confessare che ogni tanto vado comunque su quei profili a dare un’occhiata a quanto viene prodotto, e devo pure ammettere che spesso e volentieri mi faccio anche qualche risatina, in tristitia hilaris, in hilaritate tristis.

Carl William Brown

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About Carl William Brown

I'm Carl William Brown a holistic teacher, webmaster, trader, and a writer of aphorisms and essays. I have written more than 9,000 original quotations and at present I'm working at my only novel, Fort Attack, which is also a wide and open blog project. I have done a lot of other things as well, both in business, educational, sport and social fields and in 1997 I founded the Daimon Club Organization to promote literature, culture and creativity.
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